Cari allenatori, perché così tanta paura?

Da Spalletti a Simone Inzaghi passando per il caso recente di Gattuso. Quante sostituzioni hanno ottenuto l'effetto contrario a quello sperato

di Paolo Cerbai
Paolo Cerbai
(5 articoli pubblicati)
Luciano Spalletti

Nell'esito di una partita, hanno un ruolo importante anche le decisioni degli stessi allenatori, non solo nelle formazioni iniziali ma anche, e soprattutto, durante il match. Molto spesso, chi mostra di aver paura, effettuando cambi difensivi per proteggere il risultato che sta maturando, finisce per pagare le conseguenze delle proprie azioni. Analizziamo tre casi nello specifico. 

Il caso più recente, avvenuto l'ultima domenica, vede come protagonista l'allenatore del Milan Gennaro Gattuso. La squadra rossonera stava conducendo per 2-1 contro l'Atalanta, andando più volte vicino a chiuderla, quando Gattuso ha deciso di togliere il migliore in campo Bonaventura, per inserire Bakayoko, un mediano di copertura, con molta meno qualità offensiva. Nel tentativo di difendersi, l'allenatore del Milan da molta fiducia all'Atalanta, che vedendo un Milan decisamente meno pericoloso in avanti, rischia di più, inserisce Ilicic, togliendo un centrocampista e agguanta il pareggio nel finale. E il Milan termina la partita tra i fischi e la delusione totale. 

Andando indietro nel tempo, non possiamo non parlare di Luciano Spalletti, e il cambio che fece decisamente discutere già durante e nell'immediato postpartita. Stiamo parlando ovviamente della sostituzione Santon-Icardi in Inter Juventus. La squadra nerazzurra, in una partita fondamentale per la Champions, si ritrova in inferiorità numerica a metà del primo tempo ma ciò nonostante, con cuore e orgoglio riesce a rimontare la capolista Juventus e a passare in vantaggio 2-1. A pochi minuti dalla fine, subentra la paura nell'allenatore toscano che inserisce Santon, al posto di Icardi, che fino a quel momento stava facendo un lavoro fondamentale davanti, per far respirare un minimo i compagni, durante l'assedio bianconero. Anche in questo caso, il tentativo di difesa, ottiene l'effetto contrario, un risultato di 2-3, le lacrime del capitano nerazzurro e di tanti tifosi, e una sconfitta amara che sembrava essere  quasi la fine della corsa alla Champions per l'Inter. 

Il termine "sembrava" non è stato utilizzato a caso ovviamente. L'inter al termine della stagione, andrà in Champions League, anche e soprattutto a causa di Simone Inzaghi, e del caso che analizziamo in chiusura di articolo. La Lazio si ritrova allo scontro diretto contro l'Inter potendo permettersi due risultati su tre, avendo tre punti di vantaggio sulla diretta concorrente. Deve evitare la sconfitta, solo quello. Il primo tempo, effettivamente, è quasi un assolo della squadra biancoceleste, che domina in lungo e in largo e chiude 2-1. Il risultato si mantiene per gran parte della difesa, con una Lazio pericolosissima nelle ripartenze. Quando mancano circa 15 minuti alla fine, anche in Inzaghi subentra la maledetta paura, sostituisce Ciro Immobile, leader della classifica capocannonieri, per inserire Jordan Lukaku, con l'obiettivo di mantenere a tutti i costi il 2-1. Come nei casi precedenti, l'avversaria prende fiducia, nella Lazio incombe ancora più timore, e al termine della sfida la sostituzione difensiva, si dimostrerà quanto di più offensivo possibile. 

C'è chi dice che la miglior difesa sia l'attacco. Non sappiamo quanto sia vera questa affermazione, ma esagerare nel difendersi per difendersi, sa essere molto, troppo, offensivo. 

Simone Inzaghi
Fonte: l'autore Paolo Cerbai

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