Campionato A-1 volley femminile: bilancio di metà stagione (parte 1)

Alla fine di dicembre si è concluso il girone d’andata della regular season: Novara è in testa, seguita da Scandicci e Conegliano. Il punto sul campionato.

di Marco Chiavacci
Marco Chiavacci
(35 articoli pubblicati)
la classifica del girone di andata

Con la fine dell’anno si è concluso anche il girone di andata del campionato A1 di volley femminile: in testa alla classifica Novara con 32 punti, seguita a quattro punti di distanza da Scandicci e Conegliano; quindi un gruppetto di tre squadre (Busto, Casalmaggiore e Monza) con 23-24 punti; più staccate, con 15-16 punti, Firenze, Cuneo, Brescia e Bergamo; chiudono la classifica Filottrano, Chieri e Club Italia, rispettivamente con 8, 5 e 2 punti. Le prime otto in classifica sono ammesse ai quarti di finale della Coppa Italia (in programma a gennaio; il 2-3 febbraio a Verona la Final four): questo il tabellone degli accoppiamenti per i quarti: Novara-Cuneo; Scandicci-Firenze; Conegliano-Monza; Busto Arsizio-Casalmaggiore. Il giro di boa del campionato è anche un buon momento per tracciare un bilancio, necessariamente di sintesi, sulle performance nella prima parte della stagione delle singole squadre, presentate in ordine di classifica. Iniziamo con Novara, Scandicci e Conegliano:
 
NOVARA
È la squadra che finora ha avuto il rendimento più alto e più costante, con una sola sconfitta al tie-break (Cuneo) e 11 vittorie. Grande compattezza e solidità di gioco, con il migliore attacco del campionato (assieme a Conegliano) e un’assai buona efficacia al servizio; qualche margine di miglioramento a muro e in ricezione. Positivo l’esordio di Carlini in regia e di Veljkovic al centro; in banda si sono alternate soprattutto Piccinini, Bartsch e Nizetich (meno utilizzata Plak anche a causa di un infortunio); ovviamente fondamentale l’apporto di Paola Egonu, che da sola ha realizzato il 31% dei punti “fatti” dalla squadra (i punti, cioè, realizzati da giocatrici della propria squadra, con esclusione dei punti ottenuti per errori delle avversarie), risultando la prima nelle classifiche di rendimento delle opposto titolari, sia per l’attacco (40% di efficienza) che per il muro.
 
SCANDICCI
Ottime prestazioni anche per le toscane, che si candidano al ruolo di terza forza cercando di spezzare il duopolio Novara-Conegliano: 2 sole sconfitte (di cui quella con Novara, alla seconda giornata, sicuramente condizionata dagli strascichi del Mondiale, con 4 titolari arrivate solo a pochi giorni dall’inizio del campionato), qualche vittoria combattuta (3 al tie-break). Buonissime performance in tutti i fondamentali, anche in ricezione (dove, accanto a un’assai buona percentuale di perfette, si registra peraltro una quota significativa di ricezioni negative ed errate). Assai buono il debutto di Malinov al palleggio, bene Adenizia specialmente a muro, ma anche in attacco, efficace Merlo in ricezione e soprattutto in difesa; in banda, oltre al preziosissimo apporto di Lucia Bosetti in tutti i fondamentali (bene anche in attacco), importante il recupero anticipato di Vasileva; anche per le toscane decisivo in positivo il ruolo dell’opposto, con Haak parecchio efficace in attacco, a muro e al servizio, autrice del 33% dei punti “fatti” dalla squadra.
 
CONEGLIANO
Terzo in classifica, a pari punti con Scandicci ma con una sconfitta in più; ruolino di marcia impressionante nella parte iniziale, con 5 vittorie per 3 a 0 nelle prime 5 partite (e, ciliegina sulla torta, la vittoria su Novara in Supercoppa); dopodiché da fine novembre qualcosa si è incrinato: prima la sconfitta con Novara nel recupero della quarta giornata, poi quella con Scandicci e infine quella, più inattesa, con Brescia; se pure anche a dicembre non sono mancate le vittorie, la sensazione è quella di una certa perdita di brillantezza (del resto però anche l’anno scorso Conegliano attraversò un analogo calo di rendimento nella parte centrale del campionato, poi si sa come è andata a finire…). Grandissima efficacia in attacco, con ottime performance di Danesi (efficienza del 61%), Hill e Fabris, e a muro (con Danesi, De Kruijf e Hill tra le prime cinque nelle rispettive classifiche per ruolo del fondamentale), meno performante nelle ricezioni perfette (sempre assai bene però De Gennaro) e in battuta (dove si sente la perdita di Bricio).

Fonte: l'autore Marco Chiavacci

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