Campionati italiani, ecco perché la rivoluzione è necessaria

Come renderli più appetibili senza rovinare lo sport e come riportare i grandi campioni a gareggiarci. Guardando, magari per una volta, come fanno gli Americani

di Mattia Gallo
Mattia Gallo
(22 articoli pubblicati)
Gianmarco Gamberi Fiamme Gialle

In America i campionati nazionali sono il secondo appuntamento più importante per un atleta di alto livello, visto che è in quella circostanza che viene definita la squadra che poi vestirà la divisa a stelle e strisce nell'evento clou della stagione, che sia olimpiade o mondiale. I selezionatori non guardano le liste stagionali ma fanno riferimento solo a questa manifestazione per comporre la squadra, infatti i campionati americani sono universalmente conosciuti come "Trials". Proprio per questo motivo gli atleti devono essere al top della forma sia all'evento principe che ai Trials, e se vogliono partecipare ai mondiali e alle olimpiadi non possono non prendervi parte.

Da noi, come in moltissime altre nazioni, i meccanismi e i criteri di convocazione sono profondamente differenti in caso di più di tre atleti col minimo. La priorità è data dalle liste stagionali che poi sono seguite da scelte tecniche e altri fattori più o meno rilevanti. Chiaramente i paragoni in termini di numeri tra noi e gli USA per gli atleti col minimo o vicino ad esso non possono reggere ma un confronto è possibile, ovvero quello sui campionati nazionali.

I nostri campionati assoluti stanno attraversando un periodo in chiaro-scuro. Molti dei nostri atleti più forti preferiscono non parteciparvi per motivi precauzionali e, di conseguenza, ne risente anche lo spettacolo che si vede privo dei suoi protagonisti più illustri. Ma perché questa "snobbatura"? Ci sono vari motivi ma principalmente è perché mancano di appetibilità, non viene dato nessuno stimolo agli atleti per partecipare. Per tornare in America, ai primi otto classificati vengono garantiti premi in denaro e, come già detto, ai primi tre la maglia della nazionale. Sul piano economico è inutile girarci troppo intorno, è probabilmente impensabile ad oggi mettere dei soldi in palio, anche se non sarebbe una cattiva idea. Provare però a dare una nuova importanza sul piano sportivo non è inconcepibile, soprattutto nell'anno dove si disputa l'europeo dove gli atleti a raggiungere il minimo sono sempre molti di più. Renderli dei piccoli Trials all'americana anche provando formule diverse non potrebbe essere un'idea irrealizzabile. Pensiamo anche solo alle staffette che hanno visto in questa stagione un folto numero di atleti "papabili" per una frazione, vedere gli Italiani assoluti come una tappa di passaggio per la composizione dei quartetti non è una cosa impensabile e irrealizzabile.

Questo consentirebbe alla manifestazione di vedere tutto il panorama che le varie specialità offrono, e quindi lo spettacolo ne sarebbe giovato. Già da molti anni la federazione sta studiando mosse da prendere per i riportare i nostri campioni agli Italiani ma non sempre sono azzeccate, come per esempio quella di non far correre le fasi eliminatorie ai primi tre delle liste stagionali. Servono altre cose per riportare gli atleti ai campionati federali, di sicuro non le scorciatoie.

Fonte: l'autore Mattia Gallo

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