In attesa di Wrestlemania 34, vi racconto la “Wrestlemania week”

Domenica a New Orleans sarà di nuovo Wrestlemania, l'appuntamento annuale con l'evento più importante del wrestling, culmine della cosiddetta Wrestlemania week

di Gianluca Caporlingua
Gianluca Caporlingua
(21 articoli pubblicati)

Domenica a New Orleans sarà di nuovo Wrestlemania, l'appuntamento annuale con l'evento più importante del wrestling. Ma - com'è noto - si tratta di un fenomeno talmente globale che, da anni ormai, gli eventi legati a Wrestlemania occupano un'intera settimana che inizia poco prima e finisce poco dopo lo spettacolo principale, proponendo anche la cerimonia della Hall of Fame (venerdì), lo show NXT Takeover (sabato) e i vari appuntamenti con i wrestler di oggi e di ieri, durante le sessioni del WWE Axxess, oltre agli show Raw e Smackdown post-Wrestlemania.

L'anno scorso la capitale del wrestling per un giorno fu Orlando, in Florida. Per gli amanti del genere, la Wrestlemania week è l'esperienza definitiva, un catalizzatore senza pari di eventi legati al wrestling sia targati WWE che non.

Con questa consapevolezza, a fine 2016 io e mio fratello decidiamo di acquistare un travel package della WWE e, qualche mese più tardi, siamo su un aereo in direzione Orlando. Studiando il programma dei giorni seguenti, scopriamo che Hulk Hogan - l'icona pop, il wrestling personificato - terrà alcune sessioni di autografi presso il suo Hogan's Beach Shop di Orlando. Ma è a pagamento - come praticamente tutto negli USA - ed il biglietto costa 150$. Ci diciamo: "è troppo e comunque abbiamo già parecchie cose da fare nei prossimi giorni". I miei ricordi successivi si interrompono sino al momento in cui mi ritrovo nel negozio e "striscio" la carta di credito per acquistare l'ingresso per due persone. Scattiamo una foto, io gli dico qualcosa, lui ci chiama "my Italian brothers" e ci ricorda che anche lui è di origine italiana (il suo vero nome è Terry Bollea, nda). Mio fratello, che si era preparato qualche battuta, rimane in estatico silenzio per tutto il tempo.

Giusto un esempio per farvi capire quanto tutto sia "intriso" di wrestling durante la Wrestlemania week: in un supermercato lì vicino, dove compriamo dell'acqua, c'è Kevin Owens per una sessione di autografi.

La sera c'è la cerimonia della Hall of Fame e fortuna vuole che, recandoci all'Amway Center, l'arena dove si svolgerà l'evento, ci accorgiamo di alcune transenne vicino a una delle entrate laterali e, fiutando il magic moment, decidiamo di metterci in tattica attesa vicino all'ingresso. Poco dopo, ci ritroviamo a capo di un nutrito gruppo di fan, ad osservare l'arrivo e l'entrata, a pochi centimetri da noi, di tutte le superstar (ma proprio tutte!) che parteciperanno alla cerimonia.

Sabato è giornata piena: la mattina andiamo al WWE Axxess, un autentico "luna park" del wrestling dove torno all'età di pressappoco 12 anni e incontro alcuni dei personaggi della mia infanzia, lì davanti a me in carne ed ossa (giusto un po' invecchiati): "Hacksaw" Jim Duggan, Jimmy Hart, The Million Dollar Man, Sergent Slaughter, solo per citarne alcuni. Poi, fra i tantissimi altri, ci sono Kevin Nash e Scott Hall, Paul Heyman, Kane. In un angolo del complesso, sono montati un ring e degli spalti da cui guardare alcuni match dal vivo e interagire, dotati di microfono, con gli ospiti speciali che si avvicendano davanti al pubblico. Io faccio una domanda sull'Italia a Diamond Dallas Page e lui mi risponde "Preeego". La sera è tempo dello show di NXT: superlativo il main event Nakamura vs Bobby Roode.

Neanche il tempo di prendere fiato: la mattina dopo seconda sessione di foto, autografi e meraviglie varie targate WWE ad Axxess. Poi un bus ci porta al Camping World Stadium, dove saremo fra i 75.245 fan che seguiranno l'evento. Che non tradisce le attese: sedici match in tutto fra pre-show ed evento vero e proprio. Tutti i titoli in palio. Uno stellare Brock Lesnar vs Goldberg, il ritorno a sorpresa degli Hardy Boyz, la seconda sconfitta di sempre di Undertaker a Wrestlemania. E mi limito solo a citare alcuni dei momenti più belli delle circa 7 ore di spettacolo.

Torniamo a casa dopo un'esperienza memorabile che ci ha fatto capire perché negli USA lo definiscono il "Super Bowl dello sport-spettacolo".

La fonte dell'articolo è l'autore Gianluca Caporlingua

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1 COMMENTI

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  1. franco.bettol_217 - 2 anni

    Diciamo che brock lesnar in wrestlmania era un dio peccato che poi quando e’ andato in MMA dove ci si mena davvero ne ha prese un sacco e una sporta.

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