ATP, un 2017 amarcord che preoccupa: cosa ci aspetta dopo i Fab Four?

Le Atp Finals hanno chiuso un anno di tennis spettacolare, ma il finale di stagione getta ombre sul di uno sport con tanti talenti ma pochi fenomeni

di Samuele Valori
Samuele Valori
(4 articoli pubblicati)
Day Eight - Barclays ATP World Tour Fina

Con il ritiro di Nadal ed il calo fisico di Federer, entrambi pronosticabili alla luce del loro 2017 oltre le aspettative, la finale londinese ci ha offerto lo scontro tra due giocatori di quella middle-generation soppiantata dai Fab Four, che non ha mai compiuto il salto di qualità auspicato. Lo stesso Dimitrov (classe 1991) ha vinto i suoi primi due grandi tornei (Cincinnati e Finals) solamente quest'anno, e non è azzardato affermare che senza i ritiri illustri di Djokovic e Murray tutto ciò sarebbe stato molto più complicato.

 L'aspetto preoccupante è il fatto che da giocatori ormai fuori dalla cosiddetta Next Gen, come Thiem, Kyrgios, Kokkinakis ecc. non sembrano arrivare risposte confortanti; sembra di assistere all'avvento di una nuova generazione incompiuta caratterizzata da potenziale inesploso. Se si osservano le statistiche si nota come la maggior parte di essi non abbia ancora raggiunto una semifinale Slam o non abbia vinto più di un Master1000; nonostante la presenza assidua in Top ten, nelle occasioni importanti, mai così grandi come quest'anno, vanno inesorabilmente in difficoltà e paiono incapaci di mantenere la continuità che ci si aspetterebbe .

 L'unica eccezione sembra essere rappresentata da A. Zverev (classe 1997) che in questo 2017 ha fatto passi da gigante, sia nel gioco che in classifica,  vincendo i primi due Master (Roma, Montreal). Pur mostrando ancora una fragilità mentale , si spera derivante dalla giovane età,  l'auspicio è che il prossimo anno alzi ancora più in alto l'asticella, i presupposti ci sono tutti.

La Next generation, a Milano poche settimane fa, non sembra tuttavia dare molte altre garanzie aldilà del talento tedesco, anche se c'è da sottolineare la presenza oramai costante dei vari Tiafoe, Rublev, Kachanov nei tabelloni Slam.
Attualmente il movimento russo sembra vivere il momento esaltante di fioritura di talenti vissuto qualche anno fa dall'Australia (Kyrgios, Thompson, Kokkinakis), la speranza è che da quei nomi esca qualche nuovo fenomeno.

Quest'anno la fortuna ha voluto che contemporaneamente ai ritiri momentanei di Nole e Murray ci sia stata la resurrezione dei due extraterrestri più vincenti di sempre, ma la minacciosa prospettiva di  un tennis del futuro senza  dei veri protagonisti e con molto meno appeal resta: cosa ci aspetta dopo quest'età dell'oro e soprattutto, chi ci farà emozionare ancora?

 
Day Five - Nitto ATP World Tour Finals
Fonte: l'autore Samuele Valori

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1 COMMENTI

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  1. Marco Bords - 3 anni

    Sintentico, lucido, esauriente ed incisivo!!! Complimenti

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