America Is Football: Tavecchio is good!

La bellezza del Monday Night. Una manna per lo scrittore disimpegnato, per chi rifugge i tecnicismi, amante della prosa – che poi è poetica sportiva

di Carlo alberto Mattiussi
Carlo alberto Mattiussi
(2 articoli pubblicati)
TavecchioIsGood

Il Monday Night benedizione laica sui pensieri dello scrivente, che non è nemmeno solo un semplice match: è la celebrazione della settimana che si chiude, è il titolo di coda tra un episodio e l’altro.

Monday Night, dove l’incipit può durare ore perché ti permette di cogliere gli spunti e i momenti salienti di quello che è accaduto prima: di un giovedì da leoni dei Broncos ai danni dei Cardinals, con una difesa a farla da padrone come “eh, ai miei tempi“, fino ad una domenica intensa, rollercoaster emotivo, dove per una volta i kickers hanno contato più dei quarterbacks o, almeno, di alcuni di questi, fatto salvo Drew Brees . Un Sunday Gameday dove ha rimbombato ancora il nome di Adam Thielen, ricevitore dei Vikings, di cui tutto si può dire tranne che abbia avuto l’aurea di predestinato. Una bella storia a stelle e strisce fatta di resilienza.

Potrei dirvi di Oakland centro delle news di cronaca post sportiva dove una carriera forse giunta al capolinea come quella di BeastMode Marshawn Lynch, messo in lista infortunati, si intreccia alla trade che ha portato il wide receiver Amari Cooper ai Cowboys: da America’s Team ad AmArica’s Team.

Ma ora avanti, tutto d’un fiato.

New York, Atlanta. Mondi distanti ma quantomai vicini, realtà che si scontrano e allo stesso tempo si accompagnano e accompagnano, il mondo e l’America nel futuro.

Sì perché se la Grande Mela è il caotico ombelico dell’Occidente, Atlanta – Alana, nella classica pronuncia dei vecchi locali- è il cuore pulsante del primo sud, la sua città più cosmopolita, centro economico in cui, tra le altre, risiedono CNN e Coca Cola

Non solo anche sangue e tragedia, terre di conquista e zone di distruzione.

L’Occidente tramortito leccava a Ground Zero le ferite inferte, senza comprendere appieno la gravità dell’atto e la malignità del nemico. Più lontano negli anni, all’alba della civiltà statunitense, la famosa campagna di Atlanta del Generale Sherman che spianò la strada verso la porta del Sud, la città di Chattanooga.

Ma non c’è tempo, non c’è spazio ancora, ulteriore, per dilungarsi.

La cornice è fantastica, lo stadio di Atlanta è bellissimo, la Mercedes Benz arena è magica, un nido dello sport, prezioso e subito, quindi, per inserire la notizia in questa aurea fiabesca, vi dico che l’uomo del match è tricolore.

Sì nella notte della Georgia, abbiamo colorato il cielo di verde, bianco e rosso, attraverso il piede fatato di Giorgio Tavecchio che a meno di 2 minuti dal termine dell’incontro sigilla il risultato con un field goal da 56 yards. Come si dice, for the Ages.

La cronaca è spicciola, un match a due facce per i Falcons che i primi tre drives li chiudono con un punt e poi segnano cinque volte negli ultimi sei. Non fosse per il record inferiore a .500, potremmo parlare di Matt Ryan (379 yards, TD) come candidato all’MVP.

I problemi dei Giants sono diversi ma uno su tutti preoccupa i tifosi. Nella città dove tutto risuona come in una grancassa essere in difficoltà vuol dire essere spacciato: è il caso di Eli Manning che deve scegliere cosa fare, quale possa essere il suo lascito. Eternamente in bilico tra l’overrated e l’underrated, ha comunque vinto due Superbowl. 

Manca l’alchimia con un reparto offensivo che potrebbe essere di valore assoluto: Odell Beckham JrShepardEngramBarkley. Un record impietoso 1-6 e speranze azzerate di postseason. 

E’ tempo di move on per i Giants, evitando agli sconsolati tifosi di dover trovar rifugio nelle statistiche, insieme di numeri che, come disse Mark Twain, servono come “i lampioni per gli ubriachi: più per sostegno che per illuminazione“. For the records 143 yds ricevute per OBJ, 167 per Shepard.

Le speranze di postseason per la squadra della Georgia – where the peaches grow, cantano solitamente- restano intatte, solide, anche e soprattutto perchè ci sono ancora cinque match da giocare con possibili contendenti alla wild card.

E saranno battaglie, sportive. Figlie della storia.

Fonte: l'autore Carlo alberto Mattiussi

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