Alla conquista dell’arcobaleno

Riusciranno i nostri ciclisti a tornare sul gradino più alto del podio?

di Roberto Percoco
Roberto Percoco
(9 articoli pubblicati)
Una gara dal pronostico aperto anzi ap

Indovinare il vincitore del Mondiale in linea di ciclismo è sempre stato quanto di più vicino ci sia all’azzeccare un terno al Lotto. In poche edizioni il pronostico della vigilia si è materializzato e i motivi sono molteplici: il numero dei partecipanti elevato, la lunghezza della prova, il fatto che arriva sempre alla fine di una lunga e faticosissima stagione, le diverse tipologie di percorso a seconda del Paese che li ospita, per cui a volte i favoriti sono i velocisti, a volte i passisti e molto raramente gli scalatori.

Quest’anno, sulla base dell’altimetria sembrerebbe che il pronostico debba favorire i ciclisti dotati di grande resistenza e forti in salita e, su queste basi, Nibali potrebbe dire la sua, anche se la condizione fisica è tutta da vedere, tenendo conto della sfortunata tappa del Tour all’Alpe d’Huez . Ma lo Squalo, di solito, nei percorsi difficili si esalta e da il meglio di sè, vedere il Lombardia vinto lo scorso anno o la bellissima gara che stava facendo alle ultime Olimpiadi, purtroppo perse per una caduta in discesa disastrosa. Accanto a Nibali, la speranza è Moscon, ma la giovane età se da un lato è un vantaggio, dall’altro un'incognita visto che, in competizioni come queste, l’esperienza può fare tutta la differenza del mondo, in quanto la capacità di saper distribuire lo sforzo è un fattore fondamentale.

Il percorso di questa edizione dovrebbe fare una selezione notevole con tratti in salita molto duri, viste le pendenza medie, assicurando una scrematura notevole del gruppo in vista della battaglia finale, nella quale i nostri ciclisti potrebbero essere protagonisti. Di solito la squadra italiana ha sempre corso in maniera attenta, controllando la corsa nei suoi sviluppi, ma alla fine quello che conta è tagliare il traguardo per primi e, purtroppo, questo evento non si verifica da diversi anni, ben dieci per la precisione, con Ballan l’ultimo italiano ad aver indossato la maglia iridata. Nelle ultime tre edizioni abbiamo assistito ad una supremazia assoluta del grandissimo Sagan, un ciclista fenomenale nelle corse in linea, ma ripetersi per un poker non sarà semplice, anche se partirà comunque tra i favoriti.

Tra i grandi avversari da non sottovalutare, oltre a Sagan, visto il percorso, dovrebbe esserci il francese Alaphilippe, reduce da una stagione straordinaria. Dalla sua parte c’è anche il fatto che sono ben vent'anni che i francesi non salgono sul gradino più alto del podio e la legge dei grandi numeri potrebbe essere dalla sua parte. Gli inglesi potranno contare sui fratelli Yates, anche se Simon, reduce dalla Vuelta vittoriosa, potrebbe portarsi dietro qualche scoria di fatica accumulata. Peccato per l’assenza di Froome e Thomas, che avrebbero potuto essere due protagonisti, ma dopo una stagione a mille hanno rinunciato, vista la difficoltà del percorso. 

Per la Spagna l’eterno Valverde potrebbe essere all’ultima grande occasione della carriera per cui non è di certo da escludere dal lotto dei possibili vincitori. Più difficile vedere tra i favoriti alla vittoria finale il colombiano Quintana, che pur essendo un ottimo scalatore, non è stato mai un ciclista in grado di imprese esaltanti, avendo per lo più un atteggiamento difensivo nelle sue tattiche di gara, e in un Mondiale in linea avere il coraggio dell’azione, è fondamentale. Ad ogni modo i presupposti per una gara spettacolare ci sono tutti, anche se poi la spettacolarità di un mondiale dipende sempre e solo dai ciclisti. Da spettatori ci si può augurare di assistere ad un Mondiale appassionante e che sia un azzurro a vestire per la prossima stagione, la maglia con i colori dell’iride.

Fonte: l'autore Roberto Percoco

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