Alessia Ameri ci guida nel meraviglioso ruolo del libero nel volley

L'intervista alla pallavolista pugliese è l'occasione giusta per analizzare questo ruolo così affascinante in una chiacchierata che sconfina fuori dal campo

di Leandro Malatesta
Leandro Malatesta
(93 articoli pubblicati)
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"Anche libero va bene" è una pellicola del 2006 che ha segnato l'esordio alla regia di Kim Rossi Stuart ed il titolo dal chiaro riferimento sportivo nasce proprio da una scena del film in cui il padre del protagonista chiede al proprio figlio in quale ruolo (calcistico in questo caso) preferisse giocare, la riposta ottenuta è la frase che "consegna" il titolo al lungometraggio. Quello del libero è un ruolo particolare in diversi sport. Caso esemplare è quello della pallavolo in cui il libero è "autonomo" dal resto della squadra e già questo basterebbe per renderlo un ruolo affascinante e complesso da analizzare. Alessia Ameri che il compito di libero lo svolge nel campionato di serie A è la persona giusta per farci da traghettatore in questo mondo così esclusivo.

Alessia colgo l'occasione per ringraziarti della disponibilità e vorrei quindi chiederti di parlarci di questo ruolo.
"Il libero, a mio avviso, è un ruolo tanto complicato quanto fondamentale nella pallavolo moderna. Affermo ciò in quanto ritengo che il salto di qualità delle squadre sia basato su una serie di dettagli che fanno la differenza ed il libero è proprio un ruolo in cui è importante fare bene quelli, come un secondo tocco in fase di contrattacco o l'appoggio di un pallone semplice. Fare il libero richiede una forte tenuta mentale ed anche una certa leadership che possa garantire una tranquillità generale per l'intera squadra relativamente ai fondamentali di seconda linea. Insomma il libero ha responsabilità grandi e necessita di allenamenti costanti e mirati, atti a renderlo pronto ad ogni situazione. Ah se ancora non avete capito il libero è il ruolo ricoperto dalla giocatrice che indossa la divisa di colore differente dalle altre, per cui impossibile non ricordarlo".

Quello che mi ha sempre colpito del libero nella pallavolo è questo suo dover sempre restare ancorato alla seconda linea e di avere la responsabilità di dover sbagliare poco o nulla in fase difensiva. Tu senti questa responsibilità e come la vivi?
"Esatto. Il libero si occupa solo di ricevere, difendere, alzare, coprire e della gestione delle free ball. Sicuramente anch'io mi sento fortemente responsabilizzata e so come una mia ottima giocata possa fare la differenza. Penso a quando riesco a difendere un pallone difficile o a fare una ricezione perfetta sui punteggi delicati. Ed anche la gestione delle palle semplici mi porta a mantenere una concentrazione altissima, anche perché certi errori sarebbero quasi imperdonabili. Ebbene poche cose ma dal valore grande. Inevitabilmente si sente la responsabilità".

Come hai iniziato a giocare da libero? Hai qualche modello di riferimento in particolare?
"Ho sempre avuto una predisposizione naturale per i fondamentali di seconda linea ma diciamo che la mia fisicità mi ha portata ad optare per questo ruolo e poter raggiungere alti livelli. Ad ogni modo è un ruolo che mi piace molto e che, a mio parere, mi rappresenta anche bene, considerando la mia personalità ed il mio modo di essere. Ci sono giocatrici che apprezzo ma non ho modelli di riferimento perché amo molto il mio modo di giocare e di interpretare questo ruolo, per cui punto a perfezionarmi in base alle mie peculiarità".

Oltre ad essere un'apprezzata pallavolista hai saputo guardare fuori dal rettangolo di gioco laureandoti con il massimo dei voti e trovando un tuo spazio all'interno del mondo della moda dove la tua grande bellezza viene messa in risalto. Vorresti parlare di questa Alessia così eclettica?
"Alessia non si accontenta mai e sicuramente cerca di sfruttare ogni sua possibile potenzialità. Ho voluto fortemente continuare a studiare e aprire altri scenari, come quello della moda. Credo oggigiorno sia importante crearsi più opportunità, anche perché ciò aiuta a crescere notevolmente. Con la moda ho fatto tanti lavori interessanti, da ultimo un calendario per il 2019 che direi non sia il caso di perdere. Dunque con me sicuramente non ci si annoia mai".

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Fonte: l'autore Leandro Malatesta

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