19 settimane a Tokyo, l’atletica si prepara

Con ancora molti dubbi sull'effettivo svolgimento dell'evento a cinque cerchi, programmare e strutturare la stagione è fondamentale, l'atletica a che punto è?

di Mattia Gallo
Mattia Gallo
(22 articoli pubblicati)
Ayomide Folorunso

Facciamo molta attenzione a quello che sta succedendo alla nostra atletica perché, anche se interrotta per cause di forza maggiori, la stagione che è cominciata promette tante belle cose. La stagione indoor ha dato dei segnali molto importanti su quello che si potrebbe prospettare in questo 2020 per le nostre scarpe chiodate e i nostri attrezzi. Naturalmente questa situazione drammatica fa rivedere tutti piani dei vari atleti e dei loro allenatori ma, secondo decreto ministeriale, è ancora concesso a loro l'allenamento.

I campionati Italiani assoluti di Ancona sono stati caratterizzati da grandi nomi come non succedeva da anni, le tre punte del nostro movimento si sono messe in gioco al palaindoor marchigiano per contendersi i titoli italiani. Erano presenti, infatti, Filippo Tortu, Gianmarco Tamberi e Leonardo Fabbri e, al netto dei loro risultati tecnici, anche solo la loro presenza era una boccata d'aria fresca per tutta la nostra atletica. Ayomide Folorunso, Elena Vallortigara e Irene Siragusa sono state la risposta al femminile con delle prestazioni tecniche notevoli, anche più di quelle degli uomini, donne orfane di Luminosa Bogliolo che conferma una volta di più di preferire i 100 ai 60.

A Tokyo mancano 19 settimane, lo svolgimento dei giochi olimpici non è mai stato così in dubbio, sarà una decisione da prendere con saggezza e responsabilità, noi, per il momento, proviamo ad immaginarci che le olimpiadi si faranno e allora, se mettiamo così le cose, possiamo ragionare.

Per l'atletica italiana i prossimi giochi olimpici saranno un banco di prova fondamentale, dopo la débacle di Rio e il drammatico mondiale di Londra 2017 avevamo bisogno di una rifondazione completa e a Doha, lo scorso ottobre, qualcosa di diverso ci è sembrato di averlo visto ma non è ancora sufficiente. Probabilmente andare in Giappone con l'aspettativa di qualche medaglia sarà ancora molto difficile però il maggior numero di finali possibili deve essere il nostro obbiettivo obbligatorio. Non ci possiamo più accontentare di qualche semifinale e qualche primato personale, serviranno prestazioni maiuscole, che magari vorranno dire anche ritoccare qualche primato nazionale, serviranno prestazioni di coraggio e il commento a fine gara non potrà essere "ma l'importante era essere qua".

Ai giochi olimpici si è tutti protagonisti quindi nessuno deve avere la paura di viverli da coprotagonisti, i giochi olimpici si onorano, qualunque sia il nostro obbiettivo e il nostro stato di forma. Non si può vivere le olimpiadi solo come un'appuntamento al quale partecipare, bisogna viverli con la consapevolezza del ruolo storico che queste impongono ad ogni singolo atleta. Chiunque correrà, lancerà, salterà o marcerà sulla pista e sulle strade giapponesi dovrà essere cosciente che non sta rappresentando un singolo ma un'intera nazione, un intero popolo, in lui e il lei il resto del mondo non vedrà un uomo o una donna ma vedrà un intero stato.

Forse è anche per questo che le olimpiadi sono il più importante evento sportivo, politico e sociale.

Fonte: l'autore Mattia Gallo

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