Due gambe e due piedi: quel che serve per un cammino

La Via Francigena: da Lucca a Siena, un viaggio tra colline e cipressi

di Alice Santambrogio
Alice Santambrogio
(1 articoli pubblicati)
La via

Sono sempre stata affascinata da chi inciampava sulla mia strada vacanziera con un solo zaino sulle spalle e li osservavo con ammirazione e sana invidia: mi sembravano in pace con la natura. E così, durante il lock-down, fiduciosa che ad agosto avrei potuto tornare a viaggiare, ho deciso che il 2020 era l'anno del mio cammino, l'anno della Via Francigena. 

Non mi restava che scegliere "cosa esplorare" e cosa meglio della Toscana?! E così il 21 agosto sono partita alla volta di Lucca, pronta a percorrere 170 km per raggiungere in 6 giorni Piazza del Campo a Siena.

Solo io, il mio zaino, tre magliette e altrettanti calzoncini senza distinzione tra vestiti del giorno e della sera, le mie fantastiche scarpe e i bastoncini: 7 kg sulla schiena a farmi compagnia.

Ogni giorno mi svegliavo con la voglia di macinare km, di calpestare ogni singolo centimetro delle strade bianche delle colline toscane, di innamorami sempre più degli infiniti cipressi che si stagliavano sull'azzurro del cielo.

La mattina era il momento magico della giornata: la luna che lasciava spazio ai raggi del sole, la frescura della notte che ancora ti accompagnava e il silenzio che pervadeva ogni pensiero. 

La sera, invece, era quello della resa dei conti: l'app che riassumeva i km percorsi, il tempo impiegato, il dislivello effettuato e le foto che scorrevano già sotto le dita a ricordarti che un altro giorno era passato, un'altra tappa si era conclusa.

Così, senza dipendere da nulla, senza etichette di genere, senza preoccupazione alcuna per i polpacci bianchi nella hall dell'ostello o del convento, sono arrivata a Siena: ce l'avevo fatta, ero riuscita a estrarre dal cassetto un altro sogno, avevo avuto la prova tangibile che sì, si può vivere una settimana con solo tre magliette.

Piazza del Campo mi ha accolta con un cielo terso e un sole splendente, l'occhiale da sole a mascherare la lacrima scesa per il mix di emozioni e stati d'animo: difficile trovare aggettivi che possano descrivere ciò che ho provato, tumulto del cuore e neuroni fuori controllo.

Una cosa, però, posso dirla con sicurezza: ciascuno, almeno una volta nella vita, dovrebbe mettersi in cammino e assaporare quella sensazione di libertà che solo una vacanza da "backpacker" ti può dare! 

Fonte: l'autore Alice Santambrogio

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