Come un triplice fischio, ma il gioco continua

In ricordo di Gianni Steri, storico custode del palazzetto dello sport di Sant'Antioco, nel giorno del suo compleanno

di Riccardo Sanna
Riccardo Sanna
(31 articoli pubblicati)
SantAntioco Sardegna

Quando a Gianni, storico custode del palasport di Sant'Antioco, gli chiedevi se il campetto era libero, lui rispondeva sempre con il sorriso, al di là della disponibilità. Ed erano i primi anni del duemila e il sintetico ancora non c'era e, per il calcetto, un campetto valeva l'altro e quindi ci si divideva fra i due. E si affittava il campo per giocare un'oretta, ma poi alla fine non era mai un'ora esatta e se nessuno dopo aveva prenotato, si giocava fino al tramonto e Gianni ci lasciava fare, in barba alla tariffa pagata per soli sessanta minuti, alla faccia delle troppe regole, in questi casi così rigide e noiose. Noi, che eravamo solo dei ragazzini e ci bastavano due porte e un pallone, noi, che quando era ora di chiusura sentivamo il suo richiamo e quindi filavamo via e "Ciao Gianni, ci vediamo alla prossima partita", dicevamo, e lui salutava felice, lui che era un uomo di sport, un uomo semplice e mai sgarbato. Un uomo perbene.

Il tempo poi ha mutato le strutture e anche i gruppi di amici e pure i volti di ognuno e quel campetto esterno, fuori dal palazzetto, per il calcetto non andava più bene e ci si è visti meno, da quelle parti. Ma in giro sì, così tante volte. E salutavo sempre con un "Ciao, Gianni" e, come di consueto, giungeva di rimando il suo saluto intriso di gentilezza, nonostante le partite così lontane, nonostante i cambiamenti, nonostante si cresca ed è facile perdersi

E quando Gianni diversi mesi fa è volato in cielo, in tanti hanno condiviso, in suo onore, un ricordo. Ricordi, che profumano di sport e che uniscono così tante generazioni. La vita è come una frase che prima o poi arriva al punto finale. E anche se le mie e quelle di tutti gli altri restano solo parole, è sorprendente riscontrare quanto - e non è da tutti - abbia lasciato un segno così profondo nella storia della nostra comunità. Così tanto che, mentre scrivo, sembra di ritornare indietro nel tempo. A quell'ora in più. A quel richiamo di chiusura. A quel saluto finale, gambe stanche e maglie zuppe: "Ciao Gianni, ci vediamo alla prossima partita". E anche se la partita è giunta al termine, il ricordo resta. Come un triplice fischio, ma il gioco continua.  Ciao, Gianni. Da quaggiù, buon compleanno

Fonte: l'autore Riccardo Sanna

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